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Consorzio Vino Nobile Montepulciano

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Alla scoperta del Vino Nobile di Montepulciano: Eccellenza senza tempo

Quando il Nobile entra in cucina, regala sempre tante soddisfazioni: i piatti non possono fare altro che dargli spazio, sia come ingrediente prezioso all’interno delle ricette, sia come accompagnamento per le portate più succulente.
Il Nobile è arruolato apposta per esaltare i sapori, e così la buona cucina della Valdichiana si trasforma in una fantasia di abbinamenti tra i prodotti della terra e il famoso nettare degli dèi. Insieme, vanno a braccetto da sempre, si divertono come matti e sono famosi in tutto il mondo.

Consapevoli di questo connubio tra buona cucina toscana e vino Nobile di Montepulciano, abbiamo deciso di regalare alle ricette tipiche del territorio un ottimo palco dove poter essere protagoniste.
Nel 2003, insieme all’inviato del Tg2 Bruno Gambacorta, abbiamo ideato A Tavola con il Nobile, uno speciale concorso enogastronomico dedicato a esaltare i prodotti locali attraverso il prestigio di un’eccellenza senza tempo: il nostro Nobile di Montepulciano.

Protagoniste della manifestazione sono le otto contrade del Bravìo delle Botti, storica manifestazione di Montepulciano. Sono proprio loro a cimentarsi ai fornelli e a proporre pietanze della tradizione locale, spesso reinterpretate, che si abbinino bene al Vino Nobile di Montepulciano. L’evento si svolge ogni anno il penultimo fine settimana di agosto, quello che precede il Bravìo, proprio nelle sedi delle contrade, e una giuria composta da giornalisti di tutto il mondo giudica i piatti, decretando il vincitore della manifestazione. Tanto sapore, tante emozioni e tanto divertimento!
Volete sapere chi ha vinto le edizioni passate? Ecco qua.

2003 Contrada di San Donato
2004 Contrada di Collazzi
2005 Contrada di Collazzi
2006 Contrada di Gracciano
2007 Contrada di Voltaia
2008 Contrada di Cagnano
2009 Contrada di San Donato
2010 Contrada di Voltaia
2011 Contrada del Poggiolo
2012 Contrade di Collazzi e Coste
2013 Contrada di Talosa
2014 Contrada di Talosa
2015 Contrada di Talosa
2016 Contrada di Collazzi
2017 Contrada di Voltaia

Ma quali sono i piatti vincitori? Lo scoprirete: nei prossimi post vi sveleremo le ricette. Restate col Nobile.

Federico Carletti è proprietario di Poliziano: 170 ettari di vigna nella crinale che va da Valiano a Montefollonico. La fondò il padre nel 1961, lui se ne occupa dal 1980. “Da 20 ettari di terra in origine, oggi siamo a 300”. Laureato in agraria, propone vino di qualità e auspica a un ricambio generazionale importante, pensa che ora sia il momento giusto. Sono 80 i suoi dipendenti, tutti residenti nel territorio. Crede nella qualità e tipicità del suo prodotto, che è unico semplicemente perché viene da queste terre. Il suo Nobile di Montepulciano Poliziano è tradizionale, innovativo ed elegante. I suoi vini si chiamano come le opere del poeta Angelo Ambrogini, tra cui “Le stanze” e “Le elegiae”. 5 anni fa ha comprato la Casa del Poliziano a Montepulciano, dove ha creato un bellissimo negozio che la gente si ferma a fotografare. Per lui il Nobile è un vino di lusso che viene venduto a un prezzo consono; elegante, raffinato, corposo e longevo. “Il vino Nobile non è un alimento ma è un’occasione per stare insieme e viene da un paese affascinante con palazzi rinascimentali invidiati da tutto il mondo, da una collina che trasuda cultura”.

Un vigneto intervallato a oliveto, 4,5 ettari di vigna, un’isola biologica felice. Loro sono Andrea Rossi e Elisa Chiodini, artigiani del vino che portano avanti il lavoro di nonno Ermete, al quale hanno dedicato il loro primo vino. La cantina ha 60 anni e in molti dicono che assaggiando i loro vini si torni letteralmente indietro nel tempo. Ed è proprio quello che volevano.
Bevitori da una vita, sono cresciuti a vino e fiorentina ed hanno seguito la strada della campagna. Produrre vino, è la loro vita.
“Il vino rispecchia il carattere dei vignaioli”, dicono. Il loro è “un toscano alla Francesco Nuti”: ruvido, semplice e schietto; dalla mineralità spinta, che ricorda il terreno da dove viene e chi lo produce.
Lo stemma della cantina? due boxer faccia a faccia.” Da piccolo il mio cane mi salvò la vita e da allora la sua immagine è a protezione dell’azienda” .
Il Podere della Bruciata è un insieme di storie e persone, ma soprattutto un pensiero sul vino. “Il fatto che l’azienda rimanga a misura d’uomo”, dicono loro, “per noi è un punto di forza”.